
La povertà è diventata invisibile, cerca di non farsi notare. Le persone povere si vergognano di non aver avuto successo. Di non possedere una bella casa, con una moglie che ti saluta dall’uscio, al mattino, con i figli mentre sali sul tuo SUV per andare in ufficio. Di non passare i fine settimana nella vecchia cascina ristrutturata. Una bella tavolata con vista sul giardino di rose e il fattore che ti porta l’uva appena colta. Di non partire per la Costa Smeralda per un week end in barca. La povertà è un lusso che non è più possibile esibire. Il povero non è più solo un povero, è un fallito. Uno che non ha saputo cogliere le opportunità che la società gli ha offerto. Un appestato che ti può contagiare con il suo pessimismo e trascinarti in basso, sempre più in basso. I nuovi poveri si muovono con circospezione vicino ai bidoni della spazzatura. Buttano un occhio all’interno. Quando nessuno li guarda prendono il sacchetto di patatine mezzo vuoto, la scatola di crackers non finita. Non chiedono più la carità per non farsi giudicare. Sanno di essere colpevoli. La povertà è una piaga sociale, per eliminarla vanno eliminati i poveri. Forse sono d’accordo anche loro.
Tratto da BeppeGrillo.it
venerdì 4 settembre 2009
Colpevoli
venerdì 10 luglio 2009
Nazi fashion
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sabato 13 giugno 2009
Aspirante mistress truffata da club sadomaso: 10mila euro

Ascoli Piceno, 24 marzo 2009 - E’ stato arrestato ad Ascoli Piceno un operaio di 38 anni di Montemonaco, autore di una singolare truffa: si è presentato a casa di una signora di 54 anni e l’ha convinta a sborsare 10mila euro per l’iscrizione a una inesistente associazione tedesca dedita al sadomaso.
L’uomo si è spacciato per il presidente dell’associazione, che avrebbe avuto la base a Monaco di Baviera, e una sede a Milano, mostrando certificati e tesserini falsi. I 10mila euro sarebbero serviti a coprire le spese di iscrizione e l’acquisto di tute in lattice, fruste, maschere, stivali con tacco a spillo ed altre attrezzature simili.
Una spesa che, spiegava il truffatore, sarebbe stata compensata dai soldi che la donna avrebbe potuto incassare interpretando il ruolo della ‘padrona’, nel corso di ‘convegni’ appositamente organizzati in Italia e all’estero con i numerosi soci ‘schiavi’ dell’associazione.
Per rendere ancora più credibile la sceneggiata, l’operaio ha anche predisposto un certificato di iscrizione in cui attestava che la donna era entrata a far parte dell’associazione con il nome d’arte di ‘Lady Padrona Morgana’. Ovviamente la donna non ha ricevuto alcun materiale e il truffatore è sparito con i soldi. Vinto l’imbarazzo iniziale, alla signora non è rimasto altro da fare che denunciare in questura la vicenda.
© Quotidiano.net
© Photo by Ale Zuek Simonetti. Reportage nei fetish club a NY e Miami
giovedì 10 aprile 2008
giovedì 31 gennaio 2008
Femdom Made in China
CHONGQING- La prima città per sole donne nasce in Cina. Anche se si tratta - per ora - solo di un'attrazione per i turisti. Secondo quanto riportato dal quotidiano Chongqing Evening News il 3 aprile scorso, Chongqing si appresta a divenire la prima città cinese dove gli uomini verranno detronizzati dal loro ruolo di capifamiglia e dove non sarà più permesso loro di fare la voce grossa. Sembra il sogno di tutte le donne o per gli uomini uno scherzo di cattivo gusto, ma il progetto è stato approvato, anche se per pure finalità turistiche e non come lancio di un improbabile movimento femminista.
La cittadina di Chongqing è situata nel centro della Cina
IL PROGETTO - L'iniziativa non riguarda l'intera municipalità di Chongqing, la più estesa e popolosa municipalità con status di provincia della Repubblica Popolare Cinese con una popolazione di oltre 32 milioni di abitanti, ma il piccolo villaggio di Longshui, che prende nome dall'omonimo lago su cui si affaccia, all'interno del distretto di Shuangqiao, municipalità di Chongqing.
L'IDEA- Il direttore dell'ufficio turistico ha poi rivelato come l'idea per la città di sole donne sia nata tutta per scherzo pensando al motto secondo il quale «ad una donna non si può dire mai di no». Da qui è nato un gioco, un gioco all'aperto che presto sarà praticato sull'intera superfice del nuovo villaggio: due chilometri quadrati di terra e case ancora in costruzione. Qui si invertiranno i ruoli abituali: se un uomo dovrà comprare qualcosa, chiederà alla sua lei non solo il permesso di acquistare, ma anche la cortesia di pagare, perché è lei che amministrerà le finanze, è lei che nel territorio franco del villaggio «porterà i pantaloni». Una cosa ancora abbastanza insolita in Cina, un po' meno nel mondo occidentale.
«IL REGNO DELLE DONNE»- La cittadina di Longshui, come dichiarato dal direttore dell'Ufficio Turistico di Shuangqiao Li Jigang, riscuote scarso interesse come meta turistica e, per potenziarne l'appeal, si è deciso di farne una sorta di attrazione da luna park. Una sorta di «women's land» che sarà attiva nell'arco di tre anni, amministrata da un sindaco donna e da funzionari femminili, dove ogni uomo, compagno, marito che sia potrà solo portare gli abiti di semplice cittadino sottoposto ad uno statuto speciale. Un regolamento che inscena per gli uomini finti processi, multe e sanzioni bizzarre come inginocchiarsi pubblicamente su tavolacci e lavare i piatti nelle cucine dei ristoranti del villaggio per chiedere venia, per non aver prestato ascolto alle richieste che giungevano dalle rispettive mogli o compagne, perché - come recita l'insegna che verrà incisa sulle porte della città - «una donna non sbaglia mai, e le richieste di una donna non possono essere rifiutate da un uomo»!.
