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venerdì 15 marzo 2019

Mistress Jane

Mistress Jane, regia di Roberto Hevia Roquer, la protagonista italiana e' Giulia Giovanetti. E' un bel cortometraggio che ha vinto tanti premi nel Los Angeles Award 2017, emozionante per nulla sadomaso nel senso ortodosso della mistress dominante.

domenica 3 febbraio 2019

Nine Inch Nails: Happiness In Slavery

Nine Inch Nails: Happiness In Slavery (Uncensored) (1992) Starring the late Bob Flanagan. Directed by Jon Reiss.

Nine Inch Nails: Happiness In Slavery (Uncensored) (1992)

venerdì 1 febbraio 2019

Why? Because you always hurt the one you love




Why?
Because it feels good;
because it gives me an erection;
because it makes me come;
because I’m sick;
because there was so much sickness;
because I say fuck the sickness;
because I like the attention;
because I was alone alot;
because I was different;
because kids beat me up on the way to school;
because I was humiliated by nuns;
because of Christ and the crucifixion;
because of Porky Pig in bondage, force-fed by some sinister creep in a black cape;
because of stories of children hung by their wrists, burned on the stove, scalded in tubs;
because of Mutiny on the Bounty;
because of cowboys and Indians;
because of Houdini;
because of my cousin Cliff;
because of the forts we built and the things we did inside them;
because of my genes;
because of my parents;
because of doctors and nurses;
because they tied me to the crib so I wouldn’t hurt myself;
because I had time to think;
because I had time to hold my penis;
because I had awful stomach aches and holding my penis made it feel better;
because I’m a Catholic;
because I still love Lent, and I still love my penis, and in spite of it all I have no guilt;
because my parents said be what you want to be, and this is what I want to be;
because I’m nothing but a big baby and I want to stay that way, and I want a mommy forever, even a mean one, especially a mean one;
because of all the fairy tale witches and the wicked step mother, and the step sisters, and how sexy Cinderella was, smudged with soot, doomed to a life of servitude;
because of Hansel, locked in a witch’s cage until he was fat enough to eat;
because of “O” and how desperately I wanted to be her;
because of my dreams;
because of the games we played;
because I have an active imagination;
because my mother bought me tinker toys;
because hardware stores give me hard-ons;
because of hammers, nails, clothespins, wood, padlocks, pullies, eyebolts, thumbtacks, staple-guns, sewing needles, wooden spoons, fishing tackle, chains, metal rulers, rubber tubing, spatulas, rope, twine, C-clamps, S-hooks, razor blades, scissors, tweezers, knives, push pins, two-by-fours, ping-pong tables, alligator clips, duct tape, broom sticks, bar-b-que skewers, bungie cords, saw horses, soldering irons;
because of tool sheds;
because of garages;
because of basements;
because of dungeons;
because of The Pit and The Pendulum;
because of the Inquisition;
because of the rack;
because of the cross;
because of the Addams Family playroom;
because of Morticia Addams and her black dress with its octopus legs;
because of motherhood;
because of Amazons;
because of the Goddess;
because of the Moon;
because it’s in my nature;
because it’s against nature;
because it’s nasty;
because it’s fun;
because it flies in the face of all that’s normal, whatever that is;
because I’m not normal;
because I used to think that I was part of some vast experiment and that there was this implant in my penis that made me do these things and allowed them, whoever they were, to monitor my activities;
because I had to take my clothes off and lie inside this giant plastic bag so the doctors could collect my sweat;
because once upon a time I had such a high fever my parents had to strip me naked and wrap me in sheets to stop the convulsions;
because my parents loved me even more when I was suffering;
because I was born into a world of suffering;
because surrender is sweet;
because I’m attracted to it;
because I’m addicted to it;
because endorphins in the brain are like a natural kind of heroin;
because I learned to take my medicine;
because I was a big boy for taking it;
because I can take it like a man;
because, as someone once said, he’s got more balls than I do;
because it is an act of courage;
because it does take guts;
because I’m proud of it;
because I can’t climb mountains;
because I’m terrible at sports;
because no pain, no gain;
because spare the rod and spoil the child;

BECAUSE YOU ALWAYS HURT THE ONE YOU LOVE.

Bob Flanagan il Supermasochista

Il 4 gennaio 1996 in California moriva Bob Flanagan, aveva 43 anni ed era malato di fibrosi cistica. Artista eclettico, comico, scrittore, musicista, era sposato con Sheree Rose con cui condivideva l'amore intensamente praticato per l'arte e per il sadomasochismo.

Racconta Sheree: "Direi che ci sono state tre fasi principali nella nostra relazione. La prima fase è stata la nostra vita personale - solo lui ed io e tutte le cose pazze, selvagge e divertenti che abbiamo fatto insieme durante i primi due anni. Anche se ho fotografato tutto, questa documentazione era solo per noi. I successivi cinque anni, la seconda fase, sono stati dedicati all'organizzazione della comunità sadomaso, che non era mai stata sviluppata prima di allora. L'SM è stato un aspetto molto importante delle nostre vite. Ci abbiamo creduto abbastanza per riversare tutte le nostre energie nel fare dell'SM un movimento nazionale e creare spazi pubblici e comunitari a questo scopo. Siamo diventati portavoce del movimento sadomaso, tenendo conferenze e dimostrazioni e sensibilizzando il pubblico sulla comunità SM. Al giorno d'oggi è andato ben oltre le nostre aspettative ma a quel tempo il movimento SM stava appena cominciando. E, poiché abbiamo ottenuto risposte così positive all'interno della comunità SM, abbiamo accarezzato l'idea di portare l'SM nel mainstream. Quello fu l'inizio della terza fase, la fase dell'arte."



Bob Flanagan aveva imparato a combattere il dolore della malattia che pervadeva la sua vita con le pratiche sadomaso, era riuscito ad esorcizzarlo, a trasmutare il dolore in piacere masochistico al punto tale di trasformare questa pratica in una performance artistica da esibire in pubblico come forma d'arte, lui era l'opera vivente esposta e Sheree era l'artista creatrice e dominante.

Il Supermasochista, era questo il suo nickname perche' aveva fondato la sua relazione con la moglie come stile di vita sadomaso sugellato da un contratto di schiavitu': lui era il suo schiavo, e più lei abusava di lui (fisicamente o mentalmente) più cresceva il suo desiderio per lei.

Dal privato al pubblico esibito: in Auto erotic SM, performance artistica tenuta a Los Angeles nel 1989, Bob Flanagan proiettando diapositive sanguinose della sua malattia portava avanti una serie di atti sessuali sadomaso con la sua partner Sheree Rose e concluse inchiodando il suo pene a una tavola di legno.

Fu anche protagonista di un video musicale dei Nine Inch Nail, Happiness in Slavery del 1992, qui visibile la versione originale non censurata.

Nine Inch Nails: Happiness In Slavery (Uncensored) (1992)

Nel 1997 e' uscito il documentario di Birby Dick
SICK the life and death of Bob Flanagan, Supermasochist



Qui trovate una interessante recensione di A. Bruzzone: Questo pluripremiato ed avvincente documentario biografico, è un vero e proprio testamento voluto da Flanagan per raccontare la sua esperienza sino alla morte; una morte che il performer vedeva avvicinarsi sempre più, con crisi respiratorie e ricoveri sempre più lunghi e dolorosi. Il regista Kirby Dick è molto efficace nell’accompagnare Bob nel suo racconto, da cui traspare l’immagine di un artista controverso ma pieno di voglia di vivere, e decisamente battagliero; un uomo ironico e intelligente, convinto e orgoglioso della propria identità e del valore della sua esperienza. Ma se il taglio (auto)biografico costituisce un punto di forza del documentario, per altri versi ne è anche l’insuperabile limite: per quanto Flanagan non lesini affatto in humor nero e anticonformismo, la sua caratterizzazione nel documentario è decisamente agiografica. E non poche sono le occasioni (le relazioni con i genitori e il fratello, la sua conflittuale religiosità cattolica…) in cui sorgono dubbi sull’obiettività del racconto. Ovviamente per quanto la fibrosi cistica abbia una parte rilevante sia nella narrazione, sia nella stessa poetica artistica di Flanagan, nondimeno il masochismo non è mai in secondo piano. Anzi, è ben presente in un florilegio di tutte le sue declinazioni: spanking, frustate, bondage, umiliazioni, immobilizzazioni, tagli, chiodi, penetrazioni anali con vari oggetti, sospensioni aeree, e quant’altro. Le immagini sono piuttosto forti, coinvolgendo spesso i genitali del protagonista; per questo, sono costate al documentario diversi problemi con la censura. (...)

venerdì 2 dicembre 2011

mercoledì 12 ottobre 2011

Le genou de Claire


LE GENOU DE CLAIRE
Regia: Eric Rohmer; interpreti: Jean-Claude Brialy (Jérôme), Aurora Cornu (Aurora), Laurence de Monagham (Claire). Origine: Francia. Anno: 1970. Durata: 105 mn.

Jérôme sta per sposarsi. Passa le sue ultime vacanze da scapolo ad Annecy. Al lago, si scopre sensibile al fascino di una giovane, Claire. Prova il desiderio irrefrenabile di toccarle le ginocchia. Il quinto episodio dei Contes moraux gira tutto intorno ad una curiosa ossessione anatomica. Perché le ginocchia ? È proprio la modestia dell'oggetto del desiderio – né il più nascosto né inaccessibile d'un corpo, non il più cantato dai poeti – a sottolineare tutti i pudori e i limiti che Jérôme mette a se stesso. E come proprio questi limiti, impongano alla sua mente un continuo esercizio atletico per scavalcarli senza essere disarcionati dal proprio superIo.

martedì 12 gennaio 2010

Au revoir


E' morto Eric Rohmer. Si è spento all'età di 89 anni uno dei protagonisti del movimento della Nouvelle Vague. Nel 1986 vinse il Leone d'oro alla Mostra di Venezia con 'Il raggio verde' e sempre il Lido nel 2001 gli tributò il Leone d'oro alla carriera.

martedì 8 settembre 2009

venerdì 10 luglio 2009

Nazi fashion

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sabato 13 giugno 2009

venerdì 16 gennaio 2009

Eva Maria Kiesler, mercenaria per la patria


Eva Maria Kiesler (Hedy Lamarr)
Rinunciò a interpretare «Casablanca». Non era semplicemente un’anticonformista. Era una ribelle. Sposata a diciott’anni con un ricchissimo industriale viennese, fabbricante d’armi, quando fuggì in America, era travestita da cameriera. Sotto l’abito aveva tutti i suoi gioielli.

Le avevano proposto anche «Via col vento», ma a quel tempo lei voleva farsi una famiglia, avere dei bambini. E se ne andò dalla MGM. Eppure, nel 1933 accettò anche di essere ripresa nuda. Il film si chiama «Estasi».
In seguito, il marito cercò di comprare e distruggere tutte le copie del film. Una era finita persino nella cineteca personale di Mussolini.

Rimase sempre estranea a Hollywood, allo star system. Voleva valutare personalmente i soggetti e i copioni, decidere i suoi ruoli. Fu tra coloro che manifestarono contro l’espulsione di Chaplin, disse di vergognarsi per quello che stava facendo il governo americano.

Si costruì una collezione meravigliosa, con opere di Cézanne, Modigliani, Grosz, Picasso, Monet, Renoir… lei stessa dipingeva.
Nel 1942, insieme al compositore George Antheil, brevettò lo Spread Spectrum. La trasmissione a divisione di spettro è un sistema per inviare messaggi via radio senza farsi intercettare dai nemici. Il segnale salta in continuazione da una frequenza all’altra e può essere decodificato solo da chi conosca il codice.
Antheil era un musicista d’avanguardia, aveva frequentato i dadaisti, realizzato composizioni famose, come il Ballet Mécanique. Brevettarono lo Spread Spectrum e lo offrirono gratis all’esercito americano, che per anni non ha saputo cosa farsene. Le tecnologie dell’epoca non erano all’altezza. Ma lei voleva assolutamente contribuire alla guerra contro i nazisti.

Una notte si prestò a vendere i War Bonds, le obbligazioni di guerra, per sovvenzionare l’esercito. Raccolse sette milioni di dollari, in una sola serata, facendosi baciare. Venticinque mila dollari a bacio.

giovedì 17 aprile 2008

400 colpi


Non lasciatevi portare fuoristrada dalla locandina, non sto parlando de I 400 colpi di Francois Truffaut e in confidenza, pur amando molto il cinema francese tutto, il mio regista favorito della nouvelle vague resta Eric Rohmer. Ho scoperto che il titolo del film viene dall'espressione idiomatica francese 'faire les 400 coups' e significa più o meno 'fare il diavolo a quattro'.
Non so se la Signora sia un'estimatrice del Cahiers du Cinema e del primo lungometraggio di Truffaut, di sicuro Domina Sreni è un'appassionata della disciplina corporale... quella che un tempo era utilizzata nel riformatorio dove finisce anche il protagonista del film, Antoine.
Da tempo la disciplina corporale è stata proibita nelle scuole e nei luoghi di detenzione per approdare negli ovattati studi professionali delle dominatrici: CD, Corporal Discipline, uno strumento educativo a base di canne, cinghie, fruste e palette declinate nelle loro mille varianti.
E' stupido chiedere spaghetti all'amatriciana in un ristorante francese o crèpe suzette in una pizzeria napoletana, meglio provare il piatto del cuoco. In una ipotetica Guida Michelin delle Dominatrici la Signora potrebbe degnamente figurare e la Disciplina Corporale sarebbe forse la specialità della casa, il piatto forte della Maison Domina Sreni.
Ma non equivochiamo: non è una picchiatrice urlante, sbavante e rabbiosa come se ne vedono talvolta fra le giovani inesperte e improvvisate, pericolose per l'incolumità del povero schiavo e pure per l'articolazione della propria clavicola.
La Signora Sreni sa il fatto suo, conosce gli strumenti (i Suoi strumenti), sa come colpire, sa dove colpire, sa quanto colpire e Le piace farlo, lo fa con passione e la giusta dose -solo un pizzico- di sadismo, infine sa quando fermarsi.
Così, memore del fatto che Ella fosse alla ricerca di una sissymaid molto masochista.. mi ero lasciata sedurre dalla fantasia di provare a calzare la scarpetta di vetro. Dunque avevo chiesto alla Signora di poter assaggiare la Sua frusta, anzi più prosaicamente avevo espresso il desiderio di uscire dallo studio con 'un culo a strisce'. Sono stato accontentato.
Entro, approccio più freddo e distaccato del solito e appena sono nudo dinanzi a Lei conosco il motivo: sono accusato di aver trasgredito un Suo preciso ordine nonostante i precedenti richiami all'obbedienza... ora chi conosce Domina Sreni sa che incute sempre un certo timore, immaginatevi il mio stato d'animo nello scoprirLa adirata contro di me proprio il giorno del culo a strisce!
Legato prono braccia e gambe divaricate mi è stato intimato di contare a voce alta ogni colpo... 9, 10, 11..50, 51... 'a cento si fermerà' penso fra me... 101... 110... 'arriverà a 150' ... 151, 152.. 160.. 200.. inziavo a dubitare che si sarebbe fermata e infatti va avanti... 201... conto, respiro, aspetto il colpo e conto, solo una volta mi distraggo saltando il conteggio e vengo subito incalzato dalla potente voce della Padrona a riprendere... 250, 251... non La guardo, chiudo gli occhi, Lei non vuole e forse è meglio anche per me non vedere il movimento braccio spalla, preferisco ascoltare il sibilo e aspettare il colpo... la testa è impegnata a conteggiare i colpi e pronunciare la cifra, come un mantra ipnotico intreccio respirazione, numerazione e colpi ricevuti, tengo il ritmo e resisto bene senonché Lei lo spezza cambiando spesso strumento, non so quanti ne abbia provati sul mio didietro, venti diversi forse... bull, novecode,canna, flogger, la trinità, il nerbo di bue, twase, martinet, sjambok sudafricano e chissà che altro... 300... 349, 350... la trinità fa veramente male... come avesse un terminale unico e grosso colpisce pesante come una mazza ferrata.... poi ritorna la canna, si spezza! dispiaciuta, per la canna ovvio, la Signora tocca la mia pelle e nota che non ho molti segni, sarà... ma i colpi bruciano e fanno male, dietro sento un calorifero... le braccia inziano a formicolare, Le chiedo se può slegarmi, acconsente e poi continua con i colpi, sono esausto e anche volendo non riuscirei a muovermi ... 390... 399, 400.
Silenzio, pausa, respiro. 'NE VUOI ANCORA sissy?' questa frase credo che la ricorderò molto a lungo, mi verrebbe da esagerare 'per sempre'.
Il fottuto bastiancontrario che alberga in me pensa per un microsecondo di rispondere per sfida 'SI Padrona ancora', ma il resto della parte razionale sa benissimo che sono sull'orlo di scoppiare in lacrime per l'impossibilità di reggere ancora ai colpi... pochi forse li avrei anche sopportati per orgoglio ma la Signora va di 100 in 100!
il cervelletto esausto si arrende e dalla bocca esce 'NO PADRONA, mi bastano queste, grazie'.
400 colpi... mai presi tanti in vita mia, e da vent'anni non subivo una fustigazione degna di questo nome.
Esausto, viscido per il sudore ma felice per la fine della tortura, felice perché ci sono arrivato con Lei, anzi grazie a Lei.
Perché il punto è questo: sapevo che LEI era la persona giusta a cui affidarmi per fare questa esperienza. Dal primo momento istintivamente sentivo che sapeva quello che faceva e ne ho avuto conferma; non ho mai avuto paura di Lei, semmai all'inizio avevo paura di me, avevo paura della mia paura, della mia scarsa resistenza, temevo che avrei cercato di fermare la fustigazione, così non è stato e questo è diventato per me motivo di sollievo e di soddisfazione.

Domina Sreni è una dominatrice DISCIPLINARE, dà il meglio di Sé nella punizione dello schiavo, nell'interagire con lui tramite strumenti verberatori che diventano un'estensione del Suo braccio, nei suoi colpi senti il dominio fermo del cervello dominante. E' ATTIVA e DOMINANTE come le poche autentiche Padrone sono, ti controlla, ti tiene in pugno. Fra la Signora Domina Sreni e la marea di improvvisate che trovano comodo e conveniente farsi leccare un piede o l'orifizio per 'finire' in cinque minuti e senza fatica un cliente c'è un abisso più profondo della fossa delle Arianne.

Ora mi piace sentire la parte indolenzita e vedere le strisce livide, segni di appartenenza...
mi chiedo: è masochismo? I 400 colpi non sono stati un piacere... prima lo immaginavo ora ho la certezza. Masochismo forse saranno i prossimi 400, quelli consapevoli (se ci saranno.. per ora Signora Domina Sreni mi permetta una pausa di riflessione e un ciclo di impacchi, La prego... :-)

PS scusate lo sproloquio autoreferenziale per SOLI 400... so che tanti autentici schiavi di lungo corso vanno ben oltre (1000?! ma come fate?).. io sono novellino e per questo facile all'entusiasmo.

sabato 5 aprile 2008

film: Going under (2004)


By JEANNETTE CATSOULIS
Published: June 15, 2006
Mere moments, it seems, after appearing as a loony Southern landowner in "Crazy Like a Fox," Roger Rees, the perpetually befuddled-looking actor, is on our screens as a desperate masochist in "Going Under." Cheerfully baring every inch of a body Brad Pitt could be proud of, this 62-year-old Welshman plays Peter, a married therapist who becomes overly attached to his dominatrix, Suzanne (Geno Lechner). Suzanne is so creative with the racking and the piercing that when she decides to quit her dungeon job Peter is unwilling to let her go; but can their mutual affection survive above ground?

Unfortunately it's difficult to care. "Going Under" douses its potentially steamy topic in coolly restrained dialogue and an atmosphere of clinical permissiveness. From Peter's conveniently worldly wife — who barely blinks when he announces, "There's a dominant I've been seeing" — to Suzanne's affectless female lover, the movie's characters display an unnerving emotional sophistication.

Only when this cracks does the film feel authentic; but the director, Eric Werthman, a practicing psychotherapist, presents Peter and Suzanne's dilemma like a case study from his own files rather than a real, flesh-and-blood-and-handcuffs relationship. The distance is compounded by the movie's eye-straining interiors, awash in red filtered shadows and the occasional flare of pasty white flesh.

Watching "Going Under" you won't learn much about S-and-M, but your opinion of 60-something nudity will be altered beyond belief.

Directed by Eric Werthman; written by Jessica Gohlke and Mr. Werthman; director of photography, Vladimir Subotic; edited by Vlad Nikolic; music by David Darling; production designer, Ann McKinnon; produced by Ms. Gohlke and Mr. Nikolic; released by Argot Pictures. At the Two Boots Pioneer Theater, 155 East Third Street, at Avenue A, East Village. Running time: 98 minutes.
WITH: Roger Rees (Peter), Geno Lechner (Suzanne), Kit Flanagan (Pat), Sara Ramirez (Lisa), Miho Nikaido (Miko) and Richard Eagan (Walter).

from http://movies.nytimes.com/2006/06/15/movies/15goin.html

photo by Vladimir Subotic: Geno Lechner plays Suzanne, a dominatrix, in "Going Under."
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Qui la recensione di quickstopentertainment.com

venerdì 29 febbraio 2008

Il diario di una cameriera


Nel 1929 Célestine, cameriera parigina, è assunta in casa di un ricco borghese di provincia: il padrone è feticista, la padrona frigida e avara e i servi non valgono più di loro. Dal romanzo (1900) di Octave Mirbeau, già filmato da Renoir nel '46 a Hollywood. Su sceneggiatura di J.-C. Carrière, un livido e caustico film antiborghese e antifascista sulla provincia francese torbida e arida, ammirevole per l'avaro rigore della sua drammaturgia. Premio a J. Moreau al Festival di Karlovy Vary.

Il diario di una cameriera
(Le journal d'une femme de chambre)
Un film di Luis Buñuel. Con Michel Piccoli, Jeanne Moreau, Georges Géret. Genere Drammatico, b/n 97 minuti. - Produzione Francia, Italia 1964.

giovedì 21 febbraio 2008

The maids



The maids, 1974
Starring: Glenda Jackson, Susannah York, Vivien Merchant, Mark Burns
Directed by: Christopher Miles
Produced by: Bernard Weitzman, Robert Enders, Ely Landau

This adaptation of Jean Genet's THE MAIDS was part of the American Film Theater series, conceived in the 1970s by producer Ely Landau and meant to be shown theatrically just like a play, with tickets sold in advance. The film stars Glenda Jackson and Susannah York as two sisters named Solange and Claire who work as maids for their strict Madame. However, when Madame leaves the house, the two sisters dress up as their masters and take turns humiliating one another as the surrogate Madame. This masterpiece of the absurd blends Genet's acerbic existentialism with cutting surrealist humor.

lunedì 11 febbraio 2008

Maitresse



Maitresse, Francia, 1975
Regia Barbet Schroeder
Principali interpreti Gérard Depardieu; Bulle Ogier; André Rouyer; Nathalie Keryan
Olivier, provinciale a Parigi e ladro occasionale, diventa l'amante di Ariane, prostituta per clienti masochisti. Olivier va a vivere insieme ad Ariane e l'aiuta nel lavoro.

giovedì 31 gennaio 2008

Luna di Fiele





1992, regia di Roman Polanski, sceneggiatura Gérard Brach e John Brownjohn
Interpreti: Hugh Grant, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Peter Coyote