venerdì 10 luglio 2009

Nazi fashion


(...) Il fascismo è per natura sexy, più del comunismo. Lo sosteneva Susan Sontag che ne "Il fascino fascista", un ottimo saggio su Leni Riefenstahl e sull'estetica nazi, scrive: "Stivali, cuoio, catene, Croci di Ferro su toraci lucenti, svastiche, sono i più segreti e lucrosi accessori dell'erotismo insieme ai ganci da macellaio e alle motociclette. Nei sexy shops, nei bagni pubblici, nei bar per omosessuali, nei bordelli, la gente sfoggia questi travestimenti". E Michel Foucault, che ben conosceva le dinamiche di potere ed era solito frequentare circoli sadomaso gay, intervistato negli anni '70 dai Cahiers du Cinéma si chiedeva: "Come è possibile che il nazismo, che era fatto da personaggi miseri, squallidi, puritani, da una sorta di zitelle vittoriane tutt'al più un po' viziosette, sia divenuto dappertutto, in Francia, in Germania, negli Stati Uniti, nella letteratura pornografica del mondo intero, il punto di riferimento assoluto dell'erotismo? L'immaginario erotico di paccottiglia è posto oggi sotto il segno del nazismo". Credo ci troviamo di nuovo di fronte alla verità si Sylvia Plath, la scarpa in faccia. (...)

tratto da http://fastidio.noblogs.org/post/2009/03/12/nazi-fashion

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