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venerdì 1 febbraio 2019

Bob Flanagan il Supermasochista

Il 4 gennaio 1996 in California moriva Bob Flanagan, aveva 43 anni ed era malato di fibrosi cistica. Artista eclettico, comico, scrittore, musicista, era sposato con Sheree Rose con cui condivideva l'amore intensamente praticato per l'arte e per il sadomasochismo.

Racconta Sheree: "Direi che ci sono state tre fasi principali nella nostra relazione. La prima fase è stata la nostra vita personale - solo lui ed io e tutte le cose pazze, selvagge e divertenti che abbiamo fatto insieme durante i primi due anni. Anche se ho fotografato tutto, questa documentazione era solo per noi. I successivi cinque anni, la seconda fase, sono stati dedicati all'organizzazione della comunità sadomaso, che non era mai stata sviluppata prima di allora. L'SM è stato un aspetto molto importante delle nostre vite. Ci abbiamo creduto abbastanza per riversare tutte le nostre energie nel fare dell'SM un movimento nazionale e creare spazi pubblici e comunitari a questo scopo. Siamo diventati portavoce del movimento sadomaso, tenendo conferenze e dimostrazioni e sensibilizzando il pubblico sulla comunità SM. Al giorno d'oggi è andato ben oltre le nostre aspettative ma a quel tempo il movimento SM stava appena cominciando. E, poiché abbiamo ottenuto risposte così positive all'interno della comunità SM, abbiamo accarezzato l'idea di portare l'SM nel mainstream. Quello fu l'inizio della terza fase, la fase dell'arte."



Bob Flanagan aveva imparato a combattere il dolore della malattia che pervadeva la sua vita con le pratiche sadomaso, era riuscito ad esorcizzarlo, a trasmutare il dolore in piacere masochistico al punto tale di trasformare questa pratica in una performance artistica da esibire in pubblico come forma d'arte, lui era l'opera vivente esposta e Sheree era l'artista creatrice e dominante.

Il Supermasochista, era questo il suo nickname perche' aveva fondato la sua relazione con la moglie come stile di vita sadomaso sugellato da un contratto di schiavitu': lui era il suo schiavo, e più lei abusava di lui (fisicamente o mentalmente) più cresceva il suo desiderio per lei.

Dal privato al pubblico esibito: in Auto erotic SM, performance artistica tenuta a Los Angeles nel 1989, Bob Flanagan proiettando diapositive sanguinose della sua malattia portava avanti una serie di atti sessuali sadomaso con la sua partner Sheree Rose e concluse inchiodando il suo pene a una tavola di legno.

Fu anche protagonista di un video musicale dei Nine Inch Nail, Happiness in Slavery del 1992, qui visibile la versione originale non censurata.

Nine Inch Nails: Happiness In Slavery (Uncensored) (1992)

Nel 1997 e' uscito il documentario di Birby Dick
SICK the life and death of Bob Flanagan, Supermasochist



Qui trovate una interessante recensione di A. Bruzzone: Questo pluripremiato ed avvincente documentario biografico, è un vero e proprio testamento voluto da Flanagan per raccontare la sua esperienza sino alla morte; una morte che il performer vedeva avvicinarsi sempre più, con crisi respiratorie e ricoveri sempre più lunghi e dolorosi. Il regista Kirby Dick è molto efficace nell’accompagnare Bob nel suo racconto, da cui traspare l’immagine di un artista controverso ma pieno di voglia di vivere, e decisamente battagliero; un uomo ironico e intelligente, convinto e orgoglioso della propria identità e del valore della sua esperienza. Ma se il taglio (auto)biografico costituisce un punto di forza del documentario, per altri versi ne è anche l’insuperabile limite: per quanto Flanagan non lesini affatto in humor nero e anticonformismo, la sua caratterizzazione nel documentario è decisamente agiografica. E non poche sono le occasioni (le relazioni con i genitori e il fratello, la sua conflittuale religiosità cattolica…) in cui sorgono dubbi sull’obiettività del racconto. Ovviamente per quanto la fibrosi cistica abbia una parte rilevante sia nella narrazione, sia nella stessa poetica artistica di Flanagan, nondimeno il masochismo non è mai in secondo piano. Anzi, è ben presente in un florilegio di tutte le sue declinazioni: spanking, frustate, bondage, umiliazioni, immobilizzazioni, tagli, chiodi, penetrazioni anali con vari oggetti, sospensioni aeree, e quant’altro. Le immagini sono piuttosto forti, coinvolgendo spesso i genitali del protagonista; per questo, sono costate al documentario diversi problemi con la censura. (...)

giovedì 22 febbraio 2018

Al servizio di Domina Sreni

Alle otto in punto come il mercoledi' precedente sono all'ingresso; suono, nessuna risposta ma poco dopo il pesante cancello si apre con un rumore che ricorda un carcere da film americano. Arrivo alla porta, e' socchiusa, "permesso?" chiedo titubante, in risposta la sua voce sicura "Prima indossa la tua divisa nello sgabuzzino e dopo portami la tua chastity, sissy!" Eseguo senza esitare, indosso calze a rete, sottogonna, corpetto stringivita, il vestito in raso nero da sissymaid vittoriana con bordatura in pizzo bianco, grembiule, guanti e crestina bianca, infine le scarpe mary-jane di vernice nera con cinturino bianco traforato, il tacco di 7 centimetri mi fa camminare appena insicura con passi corti e veloci. Con la cintura di castita' sul vassoio entro in camera presentandomi con un goffo inchino di riverenza alla Padrona. Domina Sreni sorride al mio arrivo in camera, mi saluta, mi fa avvicinare e sollevare il sottogonna per chiudermi nella chastity belt di silicone rosa; stringe un anello intorno ai testicoli e lo collega al cappuccio infilato sul pene, "oggi lo stringiamo meglio e vediamo se resisti fino alla prossima settimana" e inserendo un piccolo distanziatore serra i miei genitali in una stretta morsa con lucchetto riponendo la chiave nel cassetto del comodino. Spostando con un dito la chastity la Mistress nota una ricrescita di peluria, "lo sapevo che la rasatura non durava, la prossima settimana ti faccio una ceretta intima ben fatta, ti voglio sempre in ordine e ben pulita". Annuisco e ringrazio la Padrona che mi elenca il programma della mattina: pulizia del bagno come prima cosa, poi preparare e servire la colazione, riassettare e pulire la camera, lavare stendere e stirare la biancheria, infine spolverare e riordinare il dungeon. Cosa spinge un uomo che non e' un maniaco dell'attivita' domestica a diventare la caricatura di una colf, una serva volontaria non retribuita? Difficile a spiegarsi, forse la ricerca di una particolare modalita' relazionale con la Donna Dominante, il prendersi cura di Lei e delle sue esigenze quotidiane puo' essere il driver di questa passione? Il tentativo di integrare in un gioco di ruolo sadomaso bdsm anche un versante 'sentimentale'? E quanto conta l'omosessualita' in questo travestimento al femminile? Perversione o repressione? Questo pensiero mi girava in testa mentre a carponi stavo pulendo con uno spazzolino gli interstizi fra le piastrelle del pavimento, quando da dietro sento il piede di Domina Sreni appoggiarsi sulla schiena "ho un pensierino per te sissy" e alzandomi il sottogonna mi assesta un paio di colpi sulle natiche poi la sento infilarsi un guanto di latex e saggiare l'elasticita' del mio 'fiorellino anale'. "Sei stretta sissy, vuoi farmi credere che sei vergine? -Ride- Da ora in avanti quando sei a servizio da me ti voglio sempre con questo plug nel sederino, servetta sei troppo stretta e Io amo fistare" detto questo mi spinge lentamente con pressione costante un plug d'acciaio chirurgico nell'ano e arrivata in fondo con un altro ceffone dietro mi invita a riprendere il lavoro a quattrozampe. Lo sconforto aumenta: la fatica delle mansioni cui non sono abituato, la scomodita' dell'abbigliamento e dei tacchi alti, la costrizione dei genitali che si gonfiano per l'intrusione posteriore, l'umiliazione patita e documentata con scatti fotografici mi fanno sudare e vacillare. Proseguo comunque le pulizie con il massimo impegno mentre Domina Sreni alterna momenti di indifferenza in cui non mi degna di attenzione con momenti degni di un'ispezione militare per scrupolo e severita' nell'esaminare il mio lavoro, abbigliamento e comportamento. Quando mi concede una magnanima pausa in ginocchio ai suoi piedi "Ti voglio tenere sissy, mi serve una sguattera devota e volenterosa; ti addestrero' a diventare una schiava degna di servirmi. Dovrai patire dolore segni sofferenze, se anche non sei masochista lo diventerai per devozione alla tua mistress." Cosi' dicendo apri' le due piccole cerniere in corrispondenza dei miei capezzoli e li strinse fra le unghie per pinzarli con due morsetti punitivi tedeschi collegati da una pesante catena a maglie strette. Alla mia smorfia di dolore.. "mi fa molto piacere tu abbia sentito dolore, il dolore resta nella memoria." Per sapere dei miei capezzoli supplicanti vi invito al prossimo post. Foto da DominaSreni.net

mercoledì 8 giugno 2011

Tortura the sound of pain and pleasure




Tortura the sound of pain and pleasure: An evening with Marquis De Sade.

Tortura Vol. 1 – The Sounds of Pain and Pleasure… – A Factual Living Record of Discipline and Punishment. “Limited Collectors Edition” – 1965 – Label: Bondage Records
Ascolta Vol. 1 Track 11

Tortura No. 2 – The Sounds of Pain and Pleasure… – An Evening with the Marquis De Sade
“Limited Collectors Edition” – 1965 – Label: Bondage Records
Ascolta Torture Vol. 2 Track 3