lunedì 6 giugno 2011

Strapon Street Art


"As I was reading the comments one of the folks translated it as “This is my penance.” While this is correct, Hebrew words tend to have more than one meaning and the word “qafarti” can also be translated as “my heresy,” making the phrase mean “This is my heresy.” In traditional Jewish circles, generally meaning the Orthodox, strap-ons and any sort of strap-on sex would be considered taboo and would be frowned upon. "

venerdì 3 giugno 2011

Senza parole

mercoledì 1 giugno 2011

mercoledì 25 maggio 2011

La voglio anch'io!


Quando lo raccontavo alle mie amiche -ex compagne di liceo- erano incredule, o forse solo curiose di vedere coi propri occhi il mio nuovo acquisto; così un giorno le ho invitate a casa per un aperitivo. Una serata informale, a parte il mio diadema da principessa, birra e qualche antipasto da spizzicare fra una chiacchiera e l'altra. A servire c'era la mia sissymaid, l'oggetto di tante occhiate e risatine incredule. Quando dissi loro che dormiva chiusa nella gabbia rimasero a bocca aperta, allora iniziarono a capire che non era la recita di una sera. La conferma arrivò quando ordinai alla serva di alzare la gonna per mostrare le strisce viola delle cinghiate prese l'altroieri come punizione perché non aveva fatto bene le pulizie domestiche... allora le vecchie compagne di classe capirono che il mio carattere dispotico e capriccioso aveva trovato l'oggetto perfetto da plasmare e maltrattare. Marina volle immortalare la visione con tanto di fotografia da mettere su facebook a futura memoria.
Il giorno dopo Lara, quella a destra con gli stivali, mi chiama al telefono per chiedermi come ho fatto a trasformare un maschio in una docile ed ubbidiente camerierina perché anche lei ne vuole una così! "Dove la trovo? Ne voglio anch'io una così!"

Photo: Princess Kaly

martedì 3 maggio 2011

Pornografia sadomaso


Se ne parla poco, anzi niente. Ma con il passare degli anni la produzione ed il consumo di materiale che riproduce le pratiche bdsm, e come tale definibile pornografico, è in aumento esponenziale: racconti espliciti, disegni crudi, foto e video dettagliati.
Molti amanti del bdsm per piacere o per lavoro sono produttori o interpreti di questo materiale, quasi tutti credo ne usufruiamo in modo e misura diversa.
Questa marea di materiale porno/sadomaso contribuisce alla conoscenza e diffusione del bdsm... forum, siti, blog, torrent diventano veicoli di diffusione.
Rischiamo di abbandonare la pratica della vera relazione interpersonale per diventare spettatori dietro un monitor?
E' sadomaso tutto questo o piuttosto voyeurismo onanistico?

martedì 8 febbraio 2011

Patologia o differenziazione individuale?


(tratto da http://blog.libero.it/prodom/3524856.html)

Come medico mi trovo spesso a scambiare opinioni con psicologi clinici. Molti di essi mi hanno riferito che quando parliamo o scriviamo è necessario porre molta attenzione in quel che diciamo e, soprattutto, in come lo diciamo poiché, per molte persone, l’opinione del medico ha sostituito per importanza la religione per la sua capacità di influenzare le opinioni in campo sociale e gli stessi comportamenti.

Effettivamente, come la religione, la professione medica (e la psicologia in particolare) ha dato conforto e fornito una guida a molta gente...e, di converso, danneggiato altre persone. Anzi, proprio la psichiatria/psicoterapia, negli ultimi centotrent’anni di esistenza come branca della scienza medica, ha contribuito all’oppressione di donne, persone di colore, gay ed altri etichettandoli come esseri psicologicamente inferiori (nel caso delle donne e delle persone di coloro, per esempio) o mentalmente patologiche, come nel caso dei gay e di altre minoranze sessuali.

L’effetto della “patologizzazione” di certi gruppi è stato molto profondo. Teorie sull’inferiorità delle donne sono state usate per giustificare la loro esclusione dalle leadership in campo politico e finanziario; teorie sull’inferiorità delle persone di colore sono state usate per giustificare scelte politiche di chiaro stampo razzista.

Nell’area della sessualità, la psicologia è stata particolarmente “cattiva” ed ha giustificato dei trattamenti estremamente brutali verso coloro che sono stati cosiderati “sessualmente devianti”. Attraverso tutta la prima metà del ventesimo secolo le ragazze che avevano un “eccessivo desiderio sessuale” (per esempio coloro che si masturbavano regolarmente) erano considerate anormali ed in molti casi sono state soggette a clitoridectomia; fino al 1970 la gente gay poteva essere internata in strutture per la cura delle malattie mentali da parte dei loro genitori; ed anche oggi terapie come ‘elettroshock e la “castrazione chimica” sono considerate interventi psichiatricamente accettabili per le parafilie sessuali...tra le quali includiamo il feticismo, il masochismo sessuale, il sadismo sessuale, il feticismo trans ed altre pratiche vicine e care a coloro che hanno le mie stesse preferenze in fatto di vita privata.

Perchè la psicologia ritiene giusto e doveroso interferire in quello che è un comportamento sessuale consensuale negli adulti? Perchè etichetta ancora un simile comportamento come “malato”?

L’antropologista urbano e membro fondatore della LSM, Dott. Gayle Rubin ha descritto il modo in cui la società vede il sesso classificando i comportamenti sessuali o come appartenenti alla cerchia dei comportamenti “sexually charmed” o come comportamenti “al di fuori dei limiti”.

Fondamentalmente, alla società piace la stabilità e quindi il sesso deve essere convenzionale, possibilmente all’interno del matrimonio, monogamo, privato, non mercenario, procreativo e “vanilla”.

Alcuni amanti del BDsM, come posso essere io, violano anche tutte queste prescrizioni in un colpo solo! Se a questo aggiungiamo che, magari, appartengono ance a minoranze sociali (donne) o etniche (extracomunitari) allora il gioco è fatto e non è impresa da poco riuscire ad essere accettati anche all’interno della stessa comunità BDsM.

Secondo Rubin la società esprime il suo peggio quando, soprattutto nascosta dall’anonimato e dall’impunità che un monitor garantisce, tenta di “eradicare” o addirittura sopprimere coloro che rappresentano un comportamento che per i componenti di questa società è “fuori dai limiti”.

I metodi impiegati sono molti inclusa la disapprovazione con scusanti religiose o sociali, l’applicazione deviata di leggi o regolamenti che sono in realtà solo discriminazioni razziali...e la classificazione di persone o comportamenti come “malati” senza nemmeno definire prima cosa sia da considerare “sano”.

Consideriamo però più strettamente l’approccio psichiatrico: effettivamente le teorie sono cambiate. Ora la masturbazione è accettata, le donne possono avere pulsioni sessuali e, da pochi anni, anche l’omosessualità non è più una malattia mentale.

La domanda che viene naturale porsi in conseguenza di questo è la seguente: perché la psichiatria continua a patologizzare il BDsM e mantiene il suo contributo ad ammantare di vergogna, segretezza, isolamento (e conseguente perdita di autostima) la comunità BDsM?

Più concretamente essa giustifica: leggi che criminalizzano il comportamento BDsM, decisioni legali che negano la custodia legale di minori a persone appartenenti al BDsM, discriminazioni in materia lavorativa e sociale e tanto altro ancora. Ecco perchè ritengo fondamentale affrontare questo problema con forza e decisione. Dopo una intera vita di lotte, la comunità omosessuale, è riuscita a far declassificare la propria condizione dalle patologie. Lungo sarà ancora il cammino perchè la società accetti questa realtà ma, questa, è un’altra storia. Quanto i vorrà prima che anche la comunità BDsM riesca ad ottenere un trattamento similare?

Personalmente io non mi nascondo e tutti coloro che mi conoscono sanno delle mie abitudini in questo campo. Solo dopo una serie di minacce spiacevolmente serie ho dovuto oscurare il mio volto dalle foto che ho pubblicato e cambiare la provincia indicata nel mio profilo. Negli ultimi tempi ho speso un monte di ore parlando e confrontandomi con uno dei fondatori e direttore dell’IPG Counselling Institute for Personal Growth nel New Jersey/New York psychotherapy center. Questa persona da 19 anni lavora con due dozzine di terapisti che hanno a che fare con le minoranze sessuali.

In questo modo ho avuto la possibilità di toccare con mano come la psichiatria ha danneggiato la gente e come i cambiamenti nelle teorie psichiatriche e nella nomenclatura diagnostica hanno contribuito a positivizzare i cambiamenti sociali e personali. Io ho ancora vividamente in mente il ricordo di lesbiche e gay che sono stati pesantemente discriminati ed inviati alle strutture pubbliche di assistenza semplicemente in virtù delle loro preferenze sessuali. Conosco personalmente casi di elementi a cui è stata revocata la potestà sulla prole poichè erano, per definizione, disturbati mentalmente; ed altri che “per una minigonna indossata fuori servizio” hanno perduto il lavoro venendo considerati persone disonorevoli. Ma, più di tutto, ho il chiaro ricordo di un pesante bagaglio di vergogna e sensi di colpa che investiva (ed, in parte, ancora investe) degnissime e stimabili persone solo perchè lesbiche o gay! Persone stupende che consideravano se stesse “patologiche” e quindi inferiori al resto della società. Per fortuna noto, con grande piacere, lo sbocciare di fierezza ed autoaccettazione crescente in ogni nuova generazione di “discriminati sessualmente”.

Personalmente ritengo che questo processo possa anche acadere nei confronti della comunità BDsM ma è prima necessario che gli appartenenti a questo gruppo prendano coscienza di se e si accettino in toto per ciò che sono. Solo successivamente si potrà affrontare positivamente i professionisti della psichiatria.

Iniziamo con il Diagnostic and Statistic Manual of the American Psyciatric Association che è praticamente la bibbia della salute mentale. La quarta edizione di questo tomo ci considera dei “Parafiliaci”. Cosa significa questo? Che noi siamo mentalmente malati semplicemente per ciò che abbiamo nelle nostre fantasie. Non importa se poi lo mettiamo in pratica. Non importa come siamo ome persone nel resto della vita. Non importa come ci comportiamo in società o sul lavoro o in famiglia. Non importa se sotto ogni altro aspetto siamo “mentalmente sani”.

Il DSM IV non è particolarmente logico nella sua classificazione dei criteri diagnostici per le parafilie. Alcune definizioni sono assolutamente ridicole: si è un feticista, per esempio, se si viene eccitati dalla biancheria intima in seta ma non se si prova eccitazione dall’uso di vibratori; in quanto i vibratori sono fatti specificamente per un uso sessuale mentre la biancheria intima non lo è!

Altre definizioni sono semplicemente create per essere sia offensive che socialmente fuorvianti al tempo stesso: parte della definizione di sadico sessuale è “the person has acted on these sexual urges with nonconsenting person, or the sexual urges or fantasies cause marked distress or interersonal difficulty.”. Non l’ho tradotto proprio per evitare fraintendimenti. In altre parole: si è un sadico se rapisci e torturi qualcuno OPPURE se la/il propria/o compagna/o scopre che si hanno fantasie da dominante e per questo chiede il divorzio OPPURE si ci si sente in una situazione di stress perché si è stati avvisati che essere un sadico significa essere malati mentali!!!

Inoltre, come la Chiesa Cattolica, anche il DSM IV non pone nessuna distinzione fra fantasia e comportamento...ancora, la difinizione di sadismo sessuale ci dice solo che si devono avere “ricorrenti, intense eccitanti fantasie sessuali...in cui la sofferenza fisica o psicologica...della vittima (sic) è sessualmente eccitante..”.

Fra le altre cose, una definizione del genere include una percentuale talmente grande della popolazione da essere di fatto inapplicabile.

Al di la di queste incongruenze logiche, il problema più serio con la classificazione psichiatrica della maggior parte dei nostri comportamenti come parafilie è che non ci sono ragioni logiche o giustificazioni per considerare le parafilie delle “malattie” mentali nella vita reale. Mi chiedo: dov’è il problema o il danno per l’individuo o la società (anche nella sua accezione più ampia) al di la dell’offesa alla sensibilità individuale di alcune persone? Si potrebbe discutere con ragione degli abusi sessuali o di tutti i comportamenti non consensuali ma il BDsM è consensuale per definizione.

Perchè continuare questa caccia alle streghe proprio nei confronti del BDsM?

Ne parleremo nella prossima puntata.

mercoledì 29 settembre 2010

Elogio dei piedi


Elogio dei piedi

Perché sono lontani dalla testa. Perché conoscono il suolo, le spine, i serpenti, l’aspro e lo sdrucciolo. Perché sono tutto l’equilibrio. Perché sono la superficie che spetta quando si sta in una folla e si sopporta un gomito altrui in una costola, un braccio sotto il naso, una cartella nell’addome, ma non si permette a nessuno di calpestarceli. Perché sono il minimo e inviolabile confine.

Perché reggono l’intero peso. Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi. Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare. Perché portano via. Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.

Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali. Perché scalzi sono belli. Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica. Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare. Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura. Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Puškin (Onegin, strofa 31).

Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante. Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio. Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo. Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.

Perché non sanno accusare e non impugnano armi. Perché sono stati crocefissi. Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere a qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio. Perché come le capre, amano il sale.

Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

(da Altre prove di risposta – Erri De Luca)

mercoledì 19 maggio 2010

Gioielleria o bigiotteria?

Le perle vere, quelle naturali ed autentiche sono una rarità per pochi estimatori, ognuna particolare e diversa da ogni altra, impiega tempo per stratificarsi e crescere, una perla naturale è un inestimabile dono della natura.
Poi ci sono le perle di allevamento, perfette esteticamente ma prodotte in serie e tutte uguali: onesti prodotti buoni per le gioiellerie dei centri commerciali.
Infine ci sono le perle false, perle di plastica, usate solo per la bigiotteria cinese di bassa lega; le metti una volta e deluso le dimentichi per sempre nel cassetto.

Lo stesso può dirsi per le 'mistress'.

lunedì 8 marzo 2010

Mimosa? No grazie...


8 marzo Femdom?
Provate a sostituire il classico -ormai scontato- mazzetto di mimosa con un bel fascio di ORTICHE!
La vostra Signora lo accetterà con gioia e saprà usarle a dovere per la reciproca soddisfazione ;-))
Nel caso non cogliesse l'opportunità di gioco e si accingesse invece a cucinare un risotto alle ortiche... suggerisco questa pagina per tutte le 'ricette tradizionali' a base di ortica
http://www.mordor.u-net.com/smbd/nettles.html#what

martedì 2 marzo 2010

Camerierina virtuale


Segnalo questo giochino passa(perdi)tempo: un guardaroba strapieno di divise da cameriera, lingerie, grembiuli, parrucche e accessori d'ogni tipo; è tutto a disposizione del giocatore per vestire la propria sissymaid.

giovedì 25 febbraio 2010

Passione sissymaid



A leggere il menù che ogni mistress pubblicizza sul proprio sito nella quasi totalità dei casi si offre fra le tante pratiche bdsm anche l'addestramento di sissymaid o la sissyfication... d'altronde tutte le pizzerie del pianeta fanno la pizza napoletana ma assaggiare una pizza napoletana come dio comanda è altra storia... lo stesso per le sissy: dalle parole ai fatti c'è un abisso... così si vedono improbabili sissymaid inbacuccate con inquietanti passamontagna, bardate con autoreggenti slabbrate e calze smagliate, raffazonate in grembiuli sporchi e divise improvvisate. Colpa della sissy? Forse no, forse il motivo di tanta sciatteria è da ricercare nel versante della dominatrice, forse manca la passione... perché alla fine è quello il motore di tutto, la passione, il gusto e il desiderio di trasformare un maschio in una vezzosa e servizievole camerierina.
Talvolta un'immagine vale mille parole: la caffettiera rosa col grembiulino frilly -recente scatto nella dimora milanese di una nota dominatrice- racconta passione, amore e creatività per il mondo sissymaid. Chapeau.

mercoledì 10 febbraio 2010

Schiavitù amorosa?


Vi è mai capitato di perdere la testa, o meglio il cuore, per una donna? Magari un amore non contraccambiato... poco importa se l'amata è vanilla o dominante, mistress amatoriale o professionale... penso che non conta granché la categoria in cui le convenzioni collocano questa persona.
Un amore forse ti pone in uno stato particolare di dipendenza, di schiavitù verso l'amata e il fatto che non sia contraccambiato provoca una specie di dolore di fondo, una leggera pinzetta al cuore anziché al capezzolo che puoi sopportare ma non puoi togliere.
Certo se la scintilla scocca in ambito BDSM ti chiedi di chi ti sei innamorato... della donna o della mistress?
E tu spasimante sei tale come uomo o come schiavo?
Oppure cosa succede quando è la padrona che si innamora dello schiavo? E' lei a finire legata in suo potere?
Razionalmente credo che questi grovigli sentimental-sadomasochisti siano destinati a naufragio certo, ma come si dice 'al cuor non si comanda'.
Forse i player sono consci del rischio delle interferenze sentimentali in un roleplay... e le tante regole del rapporto BDSM, la durata del gioco, la fisicità ecc. mirano proprio ad evitare questa trappola del coinvolgimento emozionale/affettivo?

lunedì 8 febbraio 2010

Moda libri inverno 2010



La direzione è inequivocabile, la dolcezza femminile è fuorimoda, out. E d'altronde è vero che molti maschietti nelle loro fantasie amano sognare di essere in balia di una donna stronza, egoista e cattiva.
Forse il problema nasce quando la 'donna stronza' la trovano nella realtà quotidiana accanto a sé. Chi è causa del suo male...

domenica 31 gennaio 2010

Che noia in tv, sempre le solite mistress

Giovedi 28 gennaio su Chiambretti Night la solita ospitata di mistress con schiavo al guinzaglio. La signora sotto i riflettori era mistress Kelly di Torino.
Domande e risposte sono pressapoco sempre le stesse, il copione è sempre quello: spezzoni di video girati a feste e nel dungeon della prodomme, alternati a domande fra il serio ed il faceto per spiegare al pubblico generalista l'ABC del moderno business sadomaso; il tutto condito con una bella spolverata di pepe per stuzzicare gli ascoltatori e tenere alto lo share di ascolto.
Che pena infinita vedere queste ospitate televisive, mi ispirano la stessa tristezza delle esibizioni al circo delle bestie feroci... l'ineguagliabile nobiltà e fierezza della natura soggiogata dall'umana grettezza. Così uno schiavo ammaestrato ad esibirsi mascherato in tv con la sua domatrice e il padrone del circo che ammicca al pubblico.. è quanto di più inefficace a descrivere l'essenza di un rapporto D/s, disinteressato o mercenario che sia.
Qui due spezzoni della puntata:
http://www.youtube.com/watch?v=cVwQsdB_7V0

http://www.youtube.com/watch?v=wZ5w2A-O1AU&NR=1


Molto più divertente la puntata di CUORK su La7 viaggio al centro della coppia... con tutti ma proprio tutti i personaggi tv dei talkshow: il conduttore riottesco, il filosofo maschilista, la giornalista scosciata, il criminologo panzone, la femminista postfallica, il giudice col martelletto, la televenditrice ruggente, il regista generazionale, l'opinionista del pubblico.
Cuork il 16 dicembre faceva la parodia proprio a queste trite&ritrite ospitate di coppie mistress+schiavo, interpreti Max Pisu e Michela Andreozzi: La padrona innamoratasi del suo schiavo è diventata incapace di dominarlo, lei lo accarezza e lui va in crisi per questo, lo schiavo vorrebbe essere picchiato non coccolato, finale a sorpresa nella stanza segreta dove lui la fa fuori dal vaso e risveglia la dominante assopita in lei... un bel siparietto che prende garbatamente per i fondelli i talk show che alla ricerca della trasgressione costante sono diventati ripetitivi e noiosi come la messa domenicale... chierichetti della funzione schiavi e mistress che si calano nella parte per celebrare il rito televisivo.

Non ho trovato la puntata della coppia sadomaso ma anche questa sulle coppie in chat è carina... nick Superpatata aspettami :-)
http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50164270

martedì 12 gennaio 2010

Au revoir


E' morto Eric Rohmer. Si è spento all'età di 89 anni uno dei protagonisti del movimento della Nouvelle Vague. Nel 1986 vinse il Leone d'oro alla Mostra di Venezia con 'Il raggio verde' e sempre il Lido nel 2001 gli tributò il Leone d'oro alla carriera.