lunedì 11 febbraio 2008

Squillo 110 e lode

Le squillo italiane? Laureate o diplomate Amano il web e il giornalismo in tv
Studio dell'Associazione sessuologi: il 25% delle prostitute che esercita in casa o a domicilio ha una laurea

MILANO - Squillo sì, ma colte e informate. Anche l'Italia da l'addio alle prostitute da marciapiede, mestiere sempre più appannaggio delle extracomunitarie. Ora si fanno largo le «squillo digitali».

Una squillo in casa (dal sito scienze.tv)
La conferma arriva da uno studio condotto dall'Associazione Sessuologi su un campione di 386 giovani prostitute a domicilio, contattate telefonicamente in forma anonima. Spesso laureate (una su quattro, poco meno delle diplomate, che rappresentano il 34% del totale), talvolta poliglotte (l'11% dichiara di parlare correntemente una lingua straniera), sono sempre più delle entraineuse a trecentosessanta gradi.

IDENTIKIT - Non solo. L'identikit delle prostitute di nuova generazione annovera anche una rivoluzione negli orari di lavoro. Solo il 16% del panel preferisce, infatti, esercitare la sera, mentre il 26% sceglie di dedicarsi ai clienti nella più proficua pausa pranzo, ovvero tra le 13 e le 15. Un restante 43% distribuisce le proprie fatiche durante varie fasce del giorno. Risultato? Più soldi per sè e più tempo libero da dedicare al proprio spirito. Sempre più colte (si pensi che il 17% dichiara di «fare la vita» per pagarsi gli studi), le prostitute per scelta sfatano il mito della bella senza cervello. Anzi, la maggior parte dei casi studiati ammette di leggere tra i 5 e i 6 libri all'anno (sono, per la precisione, il 29% del totale, dato significativo se si pensa che, negli ultimi 12 mesi, il 62% degli adulti italiani hanno ammesso di non aver letto neppure un libro; fonte: rilevazione Mondadori-Ipsos dell'ottobre 2007) e almeno un quotidiano al giorno (38%). Il fatto di aver ormai del tutto abbandonato la strada, insomma, facilita la fruizione dei mezzi di comunicazione da parte delle prostitute. Ecco, quindi, che le nuove leve non sono affatto digiune di Internet (ben il 32% del campione si collegano alla Rete almeno tre volte al giorno per le più svariate esigenze) e, soprattutto, guardano molta tv (almeno 2 ore al giorno per il 37%).

PROGRAMMI TV PREFERITI - I programmi preferiti dalle squillo moderne? Non certo reality show come «Grande Fratello», giudicato volgare dal 57% del campione, o «Amici» bollato come «illusorio» dal 33% del campione o altri prodotti riconducibili al filone del trash, bensì trasmissioni impegnate e di approfondimento per meglio comprendere la società che le circonda, tant'è che promuovono a pieni voti «Porta a Porta», campione d'ascolti della seconda serata di RaiUno, in cima alle preferenze del 23% delle interpellate, forse anche in virtù della trasversalità dei temi trattati nel salotto di Bruno Vespa.
Ma le squillo apprezzano anche «La Storia siamo noi» (18%) di Giovanni Minoli. Segue a ruota un altro talk show di successo, «Le Invasioni Barbariche», punta di diamante de La7, al top delle scelte del 14%, che trova estremamente accattivanti le argute interviste di Daria Bignardi. I programmi del piccolo schermo che piacciono maggiormente alle prostitute «casalinghe», insomma, sono quelli serali di informazione e satira, come «AnnoZero» (RaiDue) di Michele Santoro (12%), e «Striscia la notizia» (Canale 5), con il suo mattatore indiscusso Ezio Greggio (12%). Riscuotono un buon seguito anche «Che tempo che fa» (9%) e «Ballarò» (7%), entrambi in onda sulla terza rete Rai.


PROFESSIONE - Ma che cosa fanno nella vita le squillo quando non esercitano? Il nucleo più consistente delle prostitute a tempo parziale è rappresentato per lo più da studentesse, meglio se fuorisede. Questo è quanto riportato sulle carte d'identità del 27% delle intervistate, che trascorrono gran parte della giornata all'università e, avendo più dimestichezza con Internet, si avvalgono principalmente di questo mezzo per procacciarsi clienti da invitare a casa una volta chiusi i libri. Seguono, a ruota, le casalinghe (18%), che possono scegliere l'orario a loro più congeniale per consumare i rapporti clandestini. Non manca chi fa lavori part-time e pensa di arrotondare lo stipendio offrendo prestazioni sessuali a pagamento tra le mura di casa propria, tra un turno e l'altro. Le più attive in tal senso? Sicuramente le operatrici dei call center (14%). Si difendono bene anche le operaie (12%) e le impiegate (11%). Se la strada (vi lavora il 65% delle circa 70.000 persone che in Italia si prostituiscono fonte: Forum Internazionale ed Europeo di ricerche sull'immigrazione, 14 maggio 2005) resta il luogo privilegiato per il sesso a pagamento, è anche vero che la tranquillità delle mura domestiche fa sempre più proseliti. L'inasprimento delle sanzioni per chi esercita il mestiere più antico del mondo e il giro di vite delle forze dell'ordine c'entrano sì, ma fino a un certo punto. Infatti le prostitute «casalinghe», che rappresentano ormai il 50% del mercato, non sono le immigrate, ridotte in schiavitù e costrette a vendere il proprio corpo perchè prive di alternative, bensì donne per lo più italiane, magari impegnate e culturalmente preparate, che vendono le loro grazie in Internet e accolgono i clienti nei ritagli di tempo per avere una ulteriore fonte di reddito.

11 febbraio 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_11/squillo_ricerca_e2217692-d88c-11dc-94be-0003ba99c667.shtml

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Nei lontani anni 90, i primi, per intenderci, ho iniziato anche io cosi: non part-time lover, chè ho sempre esercitato da Mistress, bensì appunto part-time Mistress.
Dopo una laurea in materie umanistiche, tre anni di lavoro in ufficio sotto un capo che più master di così non poteva essere. Già da 8 anni avevo incontrato il bdsm, con un fidanzato feticista che mi ha "iniziato". E quasi trentenne mi son detta: perchè no?
Il panorama delle Mistress o presunte tali era assai diverso da quello odierno, e i maschietti che sottomettevo mi guardavano come una bestia rara, fosse anche solo perchè non sbagliavo il congiuntivo...:-)
Davvero ora è tutto diverso: a 20 anni, studentessa, pur praticante delle arti del bdsm, non mi sarebbe mai potuto venire in mente di "farlo per soldi". Ci sono arrivata relativamente tardi, dopo un lungo percorso. Curiosando in siti quali la Gabbia, ora invece non si leggono altro che annunci di "studentesse 20enni,arroganti, capricciose, viziate, desiderose di sottomettere uomini generosi..etc etc." La cosa, confesso, mi suscita un misto di tristezza e squallore. Che con gli anni sia diventata una Mistress bigotta??
Una Mistress

sissy ha detto...

credo che la parrocchia sadomaso sia piena di bigotti e bigotte che la pensano come Lei... e ci sono anch'io.
L'approccio amatoriale al bdsm è importante forse indispensabile per maturare esperienza.
Chi invece si autocertifica 'Mistress' mossa soltanto dal movente economico è spesso destinata a causare delusioni a sé ed agli altri.
un inchino