
Elogio dei piedi
Perché sono lontani dalla testa. Perché conoscono il suolo, le spine, i serpenti, l’aspro e lo sdrucciolo. Perché sono tutto l’equilibrio. Perché sono la superficie che spetta quando si sta in una folla e si sopporta un gomito altrui in una costola, un braccio sotto il naso, una cartella nell’addome, ma non si permette a nessuno di calpestarceli. Perché sono il minimo e inviolabile confine.
Perché reggono l’intero peso. Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi. Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare. Perché portano via. Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali. Perché scalzi sono belli. Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica. Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare. Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura. Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Puškin (Onegin, strofa 31).
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante. Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio. Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo. Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi. Perché sono stati crocefissi. Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere a qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio. Perché come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.
(da Altre prove di risposta – Erri De Luca)
mercoledì 29 settembre 2010
Elogio dei piedi
mercoledì 19 maggio 2010
Gioielleria o bigiotteria?
Le perle vere, quelle naturali ed autentiche sono una rarità per pochi estimatori, ognuna particolare e diversa da ogni altra, impiega tempo per stratificarsi e crescere, una perla naturale è un inestimabile dono della natura.
Poi ci sono le perle di allevamento, perfette esteticamente ma prodotte in serie e tutte uguali: onesti prodotti buoni per le gioiellerie dei centri commerciali.
Infine ci sono le perle false, perle di plastica, usate solo per la bigiotteria cinese di bassa lega; le metti una volta e deluso le dimentichi per sempre nel cassetto.
Lo stesso può dirsi per le 'mistress'.
lunedì 17 maggio 2010
Pervertising
lunedì 8 marzo 2010
Mimosa? No grazie...

8 marzo Femdom?
Provate a sostituire il classico -ormai scontato- mazzetto di mimosa con un bel fascio di ORTICHE!
La vostra Signora lo accetterà con gioia e saprà usarle a dovere per la reciproca soddisfazione ;-))
Nel caso non cogliesse l'opportunità di gioco e si accingesse invece a cucinare un risotto alle ortiche... suggerisco questa pagina per tutte le 'ricette tradizionali' a base di ortica
http://www.mordor.u-net.com/smbd/nettles.html#what
martedì 2 marzo 2010
Camerierina virtuale

Segnalo questo giochino passa(perdi)tempo: un guardaroba strapieno di divise da cameriera, lingerie, grembiuli, parrucche e accessori d'ogni tipo; è tutto a disposizione del giocatore per vestire la propria sissymaid.
giovedì 25 febbraio 2010
Passione sissymaid

A leggere il menù che ogni mistress pubblicizza sul proprio sito nella quasi totalità dei casi si offre fra le tante pratiche bdsm anche l'addestramento di sissymaid o la sissyfication... d'altronde tutte le pizzerie del pianeta fanno la pizza napoletana ma assaggiare una pizza napoletana come dio comanda è altra storia... lo stesso per le sissy: dalle parole ai fatti c'è un abisso... così si vedono improbabili sissymaid inbacuccate con inquietanti passamontagna, bardate con autoreggenti slabbrate e calze smagliate, raffazonate in grembiuli sporchi e divise improvvisate. Colpa della sissy? Forse no, forse il motivo di tanta sciatteria è da ricercare nel versante della dominatrice, forse manca la passione... perché alla fine è quello il motore di tutto, la passione, il gusto e il desiderio di trasformare un maschio in una vezzosa e servizievole camerierina.
Talvolta un'immagine vale mille parole: la caffettiera rosa col grembiulino frilly -recente scatto nella dimora milanese di una nota dominatrice- racconta passione, amore e creatività per il mondo sissymaid. Chapeau.
mercoledì 10 febbraio 2010
Schiavitù amorosa?

Vi è mai capitato di perdere la testa, o meglio il cuore, per una donna? Magari un amore non contraccambiato... poco importa se l'amata è vanilla o dominante, mistress amatoriale o professionale... penso che non conta granché la categoria in cui le convenzioni collocano questa persona.
Un amore forse ti pone in uno stato particolare di dipendenza, di schiavitù verso l'amata e il fatto che non sia contraccambiato provoca una specie di dolore di fondo, una leggera pinzetta al cuore anziché al capezzolo che puoi sopportare ma non puoi togliere.
Certo se la scintilla scocca in ambito BDSM ti chiedi di chi ti sei innamorato... della donna o della mistress?
E tu spasimante sei tale come uomo o come schiavo?
Oppure cosa succede quando è la padrona che si innamora dello schiavo? E' lei a finire legata in suo potere?
Razionalmente credo che questi grovigli sentimental-sadomasochisti siano destinati a naufragio certo, ma come si dice 'al cuor non si comanda'.
Forse i player sono consci del rischio delle interferenze sentimentali in un roleplay... e le tante regole del rapporto BDSM, la durata del gioco, la fisicità ecc. mirano proprio ad evitare questa trappola del coinvolgimento emozionale/affettivo?
lunedì 8 febbraio 2010
Moda libri inverno 2010

La direzione è inequivocabile, la dolcezza femminile è fuorimoda, out. E d'altronde è vero che molti maschietti nelle loro fantasie amano sognare di essere in balia di una donna stronza, egoista e cattiva.
Forse il problema nasce quando la 'donna stronza' la trovano nella realtà quotidiana accanto a sé. Chi è causa del suo male...
domenica 31 gennaio 2010
Che noia in tv, sempre le solite mistress
Giovedi 28 gennaio su Chiambretti Night la solita ospitata di mistress con schiavo al guinzaglio. La signora sotto i riflettori era mistress Kelly di Torino.
Domande e risposte sono pressapoco sempre le stesse, il copione è sempre quello: spezzoni di video girati a feste e nel dungeon della prodomme, alternati a domande fra il serio ed il faceto per spiegare al pubblico generalista l'ABC del moderno business sadomaso; il tutto condito con una bella spolverata di pepe per stuzzicare gli ascoltatori e tenere alto lo share di ascolto.
Che pena infinita vedere queste ospitate televisive, mi ispirano la stessa tristezza delle esibizioni al circo delle bestie feroci... l'ineguagliabile nobiltà e fierezza della natura soggiogata dall'umana grettezza. Così uno schiavo ammaestrato ad esibirsi mascherato in tv con la sua domatrice e il padrone del circo che ammicca al pubblico.. è quanto di più inefficace a descrivere l'essenza di un rapporto D/s, disinteressato o mercenario che sia.
Qui due spezzoni della puntata:
http://www.youtube.com/watch?v=cVwQsdB_7V0
http://www.youtube.com/watch?v=wZ5w2A-O1AU&NR=1 
Molto più divertente la puntata di CUORK su La7 viaggio al centro della coppia... con tutti ma proprio tutti i personaggi tv dei talkshow: il conduttore riottesco, il filosofo maschilista, la giornalista scosciata, il criminologo panzone, la femminista postfallica, il giudice col martelletto, la televenditrice ruggente, il regista generazionale, l'opinionista del pubblico.
Cuork il 16 dicembre faceva la parodia proprio a queste trite&ritrite ospitate di coppie mistress+schiavo, interpreti Max Pisu e Michela Andreozzi: La padrona innamoratasi del suo schiavo è diventata incapace di dominarlo, lei lo accarezza e lui va in crisi per questo, lo schiavo vorrebbe essere picchiato non coccolato, finale a sorpresa nella stanza segreta dove lui la fa fuori dal vaso e risveglia la dominante assopita in lei... un bel siparietto che prende garbatamente per i fondelli i talk show che alla ricerca della trasgressione costante sono diventati ripetitivi e noiosi come la messa domenicale... chierichetti della funzione schiavi e mistress che si calano nella parte per celebrare il rito televisivo.
Non ho trovato la puntata della coppia sadomaso ma anche questa sulle coppie in chat è carina... nick Superpatata aspettami :-)
http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50164270
martedì 12 gennaio 2010
Au revoir
martedì 8 settembre 2009
Il collare

Il collare, simbolicamente, ha il duplice significato di vincolo di fedeltà e di dominio, sottomissione e appartenenza totale.
cfr. collare sacerdotale, collare cavalleresco.
Buster Keaton
venerdì 4 settembre 2009
Colpevoli

La povertà è diventata invisibile, cerca di non farsi notare. Le persone povere si vergognano di non aver avuto successo. Di non possedere una bella casa, con una moglie che ti saluta dall’uscio, al mattino, con i figli mentre sali sul tuo SUV per andare in ufficio. Di non passare i fine settimana nella vecchia cascina ristrutturata. Una bella tavolata con vista sul giardino di rose e il fattore che ti porta l’uva appena colta. Di non partire per la Costa Smeralda per un week end in barca. La povertà è un lusso che non è più possibile esibire. Il povero non è più solo un povero, è un fallito. Uno che non ha saputo cogliere le opportunità che la società gli ha offerto. Un appestato che ti può contagiare con il suo pessimismo e trascinarti in basso, sempre più in basso. I nuovi poveri si muovono con circospezione vicino ai bidoni della spazzatura. Buttano un occhio all’interno. Quando nessuno li guarda prendono il sacchetto di patatine mezzo vuoto, la scatola di crackers non finita. Non chiedono più la carità per non farsi giudicare. Sanno di essere colpevoli. La povertà è una piaga sociale, per eliminarla vanno eliminati i poveri. Forse sono d’accordo anche loro.
Tratto da BeppeGrillo.it
lunedì 31 agosto 2009
Kahlil Gibran, Sul dolore

E una donna disse:
Parlaci del Dolore.
E lui disse:
Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
È la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell'Invisibile,
E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.
Your Pain is the breaking of the shell that encloses your understanding. Even as the stone of the fruit must break, that its heart may stand in the sun, so must you know pain. And could you keep your heart in wonder at the daily miracles of your life, your pain would not seem less wondrous than your joy. And you would accept the seasons of your heart, even as you have always accepted the seasons that pass over your fields. And you would watch with serenity through the winters of your grief.
martedì 25 agosto 2009
Professionista si nasce?

PROdomme... domina professionista. 'Professionista'... non mercenaria, cioè non basta il 'farlo per denaro' ma occorre una professione per essere una prodomme.
A leggere annunci e siti personali il 100% delle mistress si autodefiniscono professioniste.. non ho mai incontrata una signora che candidamente ammette di essere una principiante che sta imparando il mestiere.
Sembra che tutte nascano imparate... signore del tutto sconosciute agli ambienti BDSM amatoriali o professionali -e il nostro mondo è piccolopiccolo dunque difficile che una mistress praticante non sia ben monitorata e riconosciuta- saltano fuori dall'oggi al domani accreditandosi come altamente specializzate.
Qualcuna afferma di frequentare corsi di specializzazione...
Radio Elettra?! Mah... tutto è possibile in ogni caso un corso specialistico fornisce solo delle nozioni teoriche e pratiche.
MA LA PASSIONE?
Per me il sadomaso è una passione viscerale, assoluta e totalizzante... non è un prodotto da acquistare come una saponetta al discount... e quindi nella mia controparte, nella Mistress, ricerco altrettanta passione per la dominazione sadomaso... nella Padrona cerco una PERSONA non un'azienda di servizi bdsm.
Come faccio a DISTINGUERE le prodommes appassionate di bdsm da quelle finte mistress che considerano la frusta come uno strumento per fare soldi?
Una prodomme amante autentica del sadomaso prima di diventare professionista è stata -e rimane sempre- un'appassionata, un'amatrice di questo mondo, ha frequentato e conosciuto persone, luoghi e occasioni d'incontro del 'mondo bdsm lifestyle' e delle community bdsm.
Una mercenaria non avrebbe mai sprecato un minuto del suo tempo per giocare con uno schiavo senza avere in cambio un vantaggio economico.
I grandi campioni dello sport prima di diventare dei fuoriclasse hanno fatto tanta GAVETTA come dilettanti... giocavano gratis per il solo piacere di giocare.
Per le Mistress è uguale?
sabato 25 luglio 2009
Il vantaggio

L’uomo è colui che desidera, la donna è colei che è desiderata. Questo è il solo ma decisivo vantaggio della donna. Tramite le sue passioni, la natura ha consegnato l’uomo nelle mani della donna, e la donna che non sa come fare di lui il suo oggetto, il suo schiavo, il suo giocattolo, che non sa come tradirlo con un sorriso, or della fine non è saggia.
Leopold von Sacher-Masoch
venerdì 24 luglio 2009
Cosa cercano le mistress?

C'era una volta lo schiavo tuttofare ma oggi sembra fuori moda, è caduto in disgrazia, ci sono frotte di schiavetti tuttofare a spasso disoccupati. In un mondo iperspecializzato anche le richieste delle mistress sono sempre più mirate (beninteso lo schiavo generoso e benestante va sempre di moda, magari gli si cambia nome chiamandolo moneyslave ma la sostanza che genera appeal resta quella di un grosso conto in banca, una grande villa sul mare, un grosso yacht).
Sarà la crisi e il ritorno al baratto certo è che da una veloce ricerca su google si trovano padrone che cercano avvocati, muratori, fotografi, webmaster, cuochi nutrizionisti e chissà che altro. In pratica tu mi ripari la lavatrice e io ti frusto.
A quando l'agenzia per il (sub)lavoro interinale retribuito in lividi&ceffoni? Giuslavorista schiavo cercasi.
PS per la mistress dell'avvocato: penalista o civilista?


